Ad oggi, tra gli studi sulle difficoltà del gesto grafico esistono diverse ricerche sulle disgrafie acquisite in età adulta, ma relativamente poche sulle disgrafie in età evolutiva.

In Italia, infatti, manca attualmente una rilevazione statistica su ampia scala dell’incidenza di tale disturbo durante la frequenza scolastica, anche se le numerose richieste di consultazione da parte degli insegnanti e delle famiglie inducono a sostenere che il fenomeno sia abbastanza frequente e addirittura in crescita.

Prova ne è una recente ricerca statistica condotta in varie regioni italiane dall’Associazione GraficaMente su più di 2200 bambini al termine della quinta classe di scuola primaria ( Atti del Convegno Nazionale sulla Disgrafia 2008 ) in cui si calcola una percentuale di 20,7 % degli alunni con difficolta esecutive nella scrittura a mano, di cui il 5,5 % informa grave, quando gli alunni dovrebbero avere consolidato le basi di un adeguato sviluppo grafo-motorio.

fino ad oggi ci siamo solo concentrati sugli aspetti linguistici della scrittura e solo marginalmente dei problemi esecutivi di scrittura che sono alla base della disgrafia


Ciò nonostante, fino ad oggi ci si è concentrati prevalentemente, sia in fase di apprendimento scolastico sia a livello sanitario, ma anche nella ricerca, sui processi di apprendimento di lettura e della dislessia, nonché degli aspetti linguistici della scrittura (metafonologia e ortografia), mentre solo marginalmente dei problemi esecutivi di scrittura che sono alla base della disgrafia. A riprova di ciò, nella ricerca statistica sopra citata si evidenzia come solo lo 0,7% di scritture tra quelle esaminate ha disgrafia segnalata (cioè riconosciuta o dalla scuola o dai servizi sanitari), contro il 20,7% di bambini che presentano effettivamente inadeguato sviluppo grafo-motorio.

Da qui la constatazione di un fenomeno, sociale, sommerso che viene troppo spesso sottovalutato se non addirittura ignorato, con inevitabili ripercussioni sull’apprendimento e sulle possibilità di realizzazione future del bambino.

Appare dunque evidente che ancora poca ricerca è stata compiuta per comprendere l’incidenza della disgrafia in Italia, ma soprattutto la ricerca è ad oggi incompleta per individuare la specificità di questa problematica dell’apprendimento sia come cause sia come fenomeno in sé, tanto è vero che talvolta viene abbinata alla dislessia, talaltra alla disprassia (problema nell’organizzazione dei movimenti volontari) o ancora, quando si unisce a errori di ortografia e morfosintattici, viene collocata nell’ambito dei disturbi dell’espressione scritta, creando così confusione soprattutto ai non addetti ai lavori.

Si auspica pertanto che nuovi studi siano condotti sia a livello statistico sia su base sperimentale ai fini della diagnosi, della prevenzione e del recupero delle disgrafie e delle forme più lievi di difficoltà grafo-motorie, in un’ottica non soltanto clinica, ma anche pedagogico-didattica.


La Ricerca sulla Disgrafia

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